Finora mi avete conosciuta come un’italiana che vive nei Paesi Bassi e che esplora il panorama gastronomico in Het Gooi.
Ma c’è un piccolo dettaglio importante: non sono del tutto italiana.
*surprisedpikachuface*
Dove tutto ha avuto inizio
La mia storia inizia in realtà ai piedi della Table Mountain, a Città del Capo. Mio padre è un mix britannico e italiano, mentre mia madre viene da una fattoria sperduta nello Zimbabwe. Un anno dopo la mia nascita, ci siamo trasferiti a Padova, nel nord-est dell’Italia, la città natale di mio padre.
Non sono cresciuta parlando soltanto due lingue, l’inglese e l’italiano. Ho imparato anche a parlare il dialetto della mia città, il veneto, e so parlare persino un pochino di Fanagalo. Probabilmente molti di voi non ne hanno mai sentito parlare. È una lingua che mescola zulu, afrikaans e inglese.
Pensate che da piccola ero convinta che braai (barbecue) e shongololo (millepiedi) fossero parole inglesi. LOL!!!
La vita in Italia
Crescendo in Italia, sono sempre stata vista un po’ come una straniera, nonostante avessi un cognome italiano e soltanto la cittadinanza italiana. Naturalmente mi sono anche divertita tantissimo con gli amici e ho ottenuto risultati sportivi di cui vado ancora molto fiera.
Ma, a dire la verità, mi sono sempre sentita un po’ diversa dai miei coetanei.
Prima di tutto, non sembro italiana. A scuola ero sempre la più alta della classe, maschi compresi.
In secondo luogo, per alcune persone il fatto che fossi nata all’estero e avessi una madre straniera era un criterio per stabilire quanto fossi davvero italiana. C’era anche parecchia ignoranza. Molti, per esempio, non sapevano nemmeno dove si trovasse lo Zimbabwe. Per anni ho raccontato che mia madre fosse sudafricana, semplicemente perché il Sudafrica è un Paese più conosciuto.
Pensate che in Italia mi chiedevano seriamente se il sudafricano medio avesse l’aspetto e si vestisse come i Die Antwoord. Aiutooo.
La vita nei Paesi Bassi
Mi sono trasferita nei Paesi Bassi nell’agosto del 2015 per frequentare l’università.
La vita in Italia era bella, ma sentivo che mi mancava qualcosa e che non stavo sfruttando fino in fondo il mio background internazionale. Così ho deciso di studiare diritto internazionale ed europeo.
Non solo mi sono laureata, ma ho anche lavorato in aziende in cui non avrei mai immaginato di poter lavorare. Ho incontrato persone che mi hanno ispirata e affrontato sfide che mi hanno fatta crescere e hanno cambiato il mio modo di vedere le cose. Non sono più la stessa persona che ha lasciato l’Italia.
Vivere nei Paesi Bassi ha avuto un ruolo importante anche nella costruzione della mia identità e delle mie passioni. All’improvviso, ero italiana a tutti gli effetti e mi sono ritrovata catapultata nella comunità italiana.
Sono passata dall’essere considerata un po’ esotica a essere una dei tanti italiani che cercano di costruirsi una vita all’estero. Incontrare altri italiani, ognuno con il proprio percorso e le proprie origini, è un’esperienza quasi magica.
Ma vivere qui non mi ha certo fatto dimenticare le mie radici africane. Nei Paesi Bassi si possono trovare biltong, chutney e tante altre specialità. In molti pub si possono seguire le partite dei Bokke, la nazionale sudafricana di rugby, e ascoltare le storie e le esperienze di altri sudafricani.
Ho amici di entrambe le culture, oltre naturalmente ad amici olandesi, e sono davvero felice di averli nella mia vita.
Perché Gooische Eats?
In fondo, sono sempre stata un po’ una foodie. Mia madre è nata e cresciuta in una fattoria. Suo padre era un agricoltore che coltivava tabacco, cotone e pomodori. Inoltre, allevava bovini per la carne e il cuoio. Di conseguenza, fin da piccola ho imparato da dove provengono i prodotti che mangiamo e come riconoscere la carne di buona qualità.
Curiosità: adoro i pomodori. Genetica…
Da parte di mio padre, invece, abbiamo un terreno con degli ulivi e produciamo il nostro olio d’oliva. Quando ero piccola, mia nonna mi portava ad assistere alla raccolta delle olive. Poi andavamo al frantoio per vedere come veniva prodotto l’olio. Ogni anno, dopo le vacanze di Natale, torno nei Paesi Bassi con un po’ dell’olio della nostra famiglia.
Ho sempre amato mangiare bene, dai piatti fatti in casa ai ristoranti stellati Michelin. Crescere in una famiglia con origini diverse significa anche avere la fortuna di conoscere e apprezzare tantissime cucine. Non c’è niente di meglio del Sunday roast di mia madre con la sua salsa gravy, del suo pollo jerk oppure della carbonara e dei tortellini di mio padre. E non fatemi nemmeno cominciare a parlare dell’armadietto delle spezie di mia madre, un sogno!
Inoltre, da un po’ di tempo organizzo cene mensili nei ristoranti di Hilversum e dintorni. Così mi sono ritrovata non solo con tantissime fotografie, ma anche con la consapevolezza di poter consigliare posti interessanti ad amici e parenti.
E adesso?
Un giorno, così, su due piedi, ho creato il profilo Instagram @gooische.eats. E ora ho anche un blog.
Chissà cosa mi riserverà il futuro? In fondo, il mondo è la mia ostrica.







